SUPREMO GRAN CONSIGLIO DELL’ANTICO RITO ITALIANO

 

La dimestichezza crescente con l’operatività, praticata con la volontà costante cui l’iniziato viene educato, ha condotto il Sovrano Gran Santuario Harmonius a completare il cammino tracciato nel Rituale Italico, per dare un seguito coerente al percorso compiuto da coloro che – ormai dall’anno 2010 dell’era volgare – hanno acquisito la consapevolezza della forza, della saggezza e della bellezza che la declinazione massonica della Schola Italica può dare al Libero Muratore orientato alla comprensione ed alla pratica della Scienza dell’Io. In una ricercata ispirazione spirituale con quanto i Maestri Passati hanno fatto prima e meglio di noi, così come abbiamo ricomposto nei gradi simbolici quelle medesime linee di forza, abbiamo voluto dare vita una volta ancora al nostro atanor, per generare un Fuoco che non brucia e completare la Scala di perfezione del nostro Rito Italico. Ciò è stato fatto per coloro i quali non intendono smettere di lavorare al proprio ascenso e di acquisire la consapevolezza e la coscienza necessarie a padroneggiare il nostro retaggio, che ci deriva dal Fato che ci è stato dato: calpestiamo la Saturnia Tellus sotto lo sguardo di Giano, che vede il passato ed il futuro di ogni opera.

Sette erano i gradi del Rito Filosofico Italiano, Maestro dei Dieci (IV), Cavaliere della Rosa+Croce Italica (V), Custode della Grande Opera (VI), Conte [Comes] (VII), sette sono i gradi del Rito Italico: Apprendista d’Arte, Compagno d’Arte, Maestro d’Arte, Maestro del Pentalfa, Custode del Fuoco Sacro, Filosofo Ermetico, Maestro del Sole Invitto.  La decisione di aggiungere l’aggettivo “antico” alla denominazione ufficiale del Rito è stata determinata dal desiderio di rimarcare la vetustà degli insegnamenti della Via romana, che il Rito custodisce all’interno del proprio deposito tradizionale; i poteri e i gradi posseduti, in base ai quali è stata emessa la Patente di fondazione del Rito sono gli stessi in base ai quali fu costituito il Rito Filosofico Italiano nel 1910.

L’iniziato avveduto comprenderà che il numero sette non è una scelta casuale: “in particolare il sette possiede, secondo le parole di Ièrocle, “la dignità della monade in grado secondario”. Ma i Pitagorici ben sanno che non esiste un triangolo rettangolo con lati interi che abbia per ipotenusa Sette, né può esisterne uno che abbia Sette come quadrato dell’ipotenusa; il sette è quindi l’unico Numero della decade che “è senza madre ed è contemporaneamente vergine”. Il Numero sette, infatti, non è generato mediante moltiplicazione da nessun numero della decade e non genera nessun numero della decade, cioè non ammette divisori non banali fra i numeri da Uno a Dieci (sette, infatti, è un numero primo). Per questa ragione quindi il sette era assimilato a Minerva (la Dea della Sapienza), perché la dea Atena, la Minerva dei latini e degli etruschi non era stata generata, ma era balzata fuori dal cervello di Giove armata di tutto punto. In Massoneria i gradini da salire per ascendere all’Oriente sono peraltro Sette e Sette sono i gradini da ascendere nella Camera di Mezzo. Il loro numero è quello delle Sette scienze liberali; l’Apprendista è tenuto a conoscere le prime tre, quelle del trivio, scienze puramente umane; il Compagno deve conoscere in più l’aritmetica e la geometria; il Maestro Muratore deve manifestamente conoscere anche le ultime due, la musica e la sferica, ossia l’armonia delle sette note e l’armonia delle sfere. Sette sono i nodi del nastro ondeggiante che avvolge le colonne del tempio. Il Sette, nella creazione delle cose per forza dei numeri, era il numero architettonico per eccellenza, il numero del Demiurgo, di Minerva”.

Centralità assoluta ha nel nuovo Rito il Pentalfa pitagorico: “Stella fosforeggiante del mattino, sigillo di Venere che protegge l’Italia Turrita”: “nota è l’usanza rituale del saluto pitagorico al Sole mattutino, chiaro deve allora risultare che “i ritmi solari plasmano, secondo leggi numeriche e geometriche, tanto i minerali che i vegetali, tanto gli animali che gli uomini”.

Nella Schola italica, come è noto nella migliore letteratura latomistica, si sono intrecciate in modo fecondo le linee di forza di frammenti diversi della Tradizione unica e perenne: il pitagorismo, la via romana ed etrusca agli dei, l’ermetismo, il mitraismo.
Essa ha reificato nell’Unità i riflessi dell’iride di ciascuno dei numi che a queste tradizioni fanno riferimento, trasmutando quel baluginio di eternità nella pratica dei misteri che a nostra volta con umiltà e amore trasmettiamo affinchè vengano perpetuati.

                                                                                                                               R:. C:. M:.

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LA SCALA DEL RITO

Serie Simbolica

Logge azzurre (1° – 3°); amministrati tramite la Gran Loggia Egizia d’Italia
I grado – Apprendista d’Arte.
II grado – Compagno d’Arte.
III grado – Maestro d’Arte.

Serie Pitagorico – Ermetica

Collegi di perfezione (IV – VI)
IV grado – Maestro del Pentalfa.
V grado – Custode del Fuoco Sacro.
VI grado – Filosofo Ermetico.

Serie Ignea

Senato
VII grado – Maestro del Sole Invitto.

Il Sovrano Gran Santuario Harmonius ha costituito ritualmente in data 12 aprile 2024 dell’era volgare il Supremo Gran Consiglio dei Maestri del Sole Invitto, installandone il primo Gran Maestro Generale e in pari data ha proceduto ad elevare al quarto grado di Maestro del Pentalfa quattro Fratelli meritevoli.

Il Supremo Gran Consiglio è sedente in Roma, ed è l’autorità di governo dell’Antico Rito Italiano nei due emisferi: può, ai sensi degli Statuti emanati giusto Decreto del G:. M:. G:. n. 1/2024 dell’era volgare, costituire Supremi Consigli Nazionali alle sue dipendenze.

GRAN MAESTRO GENERALE

2024 – KIRMAN

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